Sono ben 51, pari al 41% della spesa prevista i progetti approntati da consorzi di bonifica ed irrigazione, ricompresi nella lista dei 127 giudicati di preminente interesse nazionale all'interno del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico e pubblicati nell'elenco redatto dal commissario straordinario alla Scarsità Idrica, Nicola Dell'Acqua, di concerto con le sette autorità di bacino distrettuali. A rendere noto l'importante scelta è stato Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, a Verona per il Consiglio d'Amministrazione di Enpaia.

 

In tutto, sono 562 i progetti presentati dalle regioni e giudicati ammissibili al finanziamento nell'ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico per una spesa complessiva di 13,5 miliardi di euro.

 

Le opere individuate, per un valore complessivo di 3,67 miliardi di euro (quelle interessanti enti consorziali ammontano a 1,523 miliardi pari al 41% della spesa prevista), sono da ora prioritariamente finanziabili dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso i previsti piani stralcio.

 

La totalità delle opere individuate, comprese quelle di carattere irriguo, è così suddivisa per distretti idrografici:

  •  Alpi Orientali, 15 progetti per una spesa prevista di euro 643.518.414;
  • Appennino Centrale, 30 progetti per euro 331.335.912;
  • Appennino Meridionale, 14 progetti per euro 523.410.000;
  • Appennino Settentrionale, 5 progetti per euro 178.033.059;
  • Po, 22 progetti per euro 886.418.725;
  • Sardegna, 14 progetti per euro 309.724.667;
  • Sicilia, 27 progetti per euro 829.137.753.

 

Ecco una carrellata degli interventi più rilevanti per il settore irriguo, indicati come prioritariamente finanziabili.

 

In Friuli via libera alla costruzione di una condotta di collegamento tra il canale Sade ed il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale di Somplago, progetto del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana del valore di 105 milioni di euro.

 

In Veneto, in provincia di Treviso, si porrà mano alla riconversione del sistema irriguo "da scorrimento a pluvirrigazione" dell' impianto denominato Vedelago Nord, ente proponente il Consorzio di Bonifica Piave per un valore di 96 milioni di euro. In provincia di Belluno invece sono previsti, interventi sulla diga del Corlo per il recupero della limitazione di invaso per oltre 107,3 milioni.

 

In Friuli Venezia Giulia luce verde per il progetto di sghiaiamento del serbatoio di Barcis e contestualmente di quello di Ravedis per quasi 113,8 milioni di euro.

 

In Lazio saranno invece realizzati interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza idraulica della diga sul torrente Timone e del sistema irriguo dalla diga Elvella per quasi 30,2 milioni di euro, a beneficiarne saranno i consorzi di bonifica Litorale Nord, Lazio Sud Ovest, Etruria Meridionale e Sabina. In Abruzzo si passa invece alla realizzazione della rete irrigua "a pressione" dell'intera Piana del Fucino, al via il1° lotto da 196,2 milioni di euro.

 

In Piemonte si pone mano ad interventi di manutenzione straordinaria sul canale Regina Margherita e diramatore Alto Novarese, progetto a cura dell'Associazione Irrigazione Est Sesia - 2° lotto per 127,5 milioni di euro.

 

Sempre in Piemonte si andrà al completamento di razionalizzazione, riorganizzazione e ristrutturazione degli impianti irrigui del comprensorio Destra Stura, richiesti dal Consorzio di 2° grado Bealera Maestra per quasi 151,5 milioni di euro.

 

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po potrà realizzare la barriera antisale alla foce del Po di Pila, un progetto del valore di 90 milioni. In Liguria si va alla realizzazione di un bacino sul torrente Tanarello ed opere di derivazione verso il versante imperiese, importo previsto 108 milioni di euro.

 

In Sardegna spicca il progetto di riordino irriguo del distretto di Zinnigas, Lorissa e Pauli Bingias Sud, a cura del Consorzio di Bonifica dell'Oristanese per un importo di oltre 40,8 milioni di euro. Infine in Sicilia, luce verde per gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza sulla diga Disueri e che valgono oltre 138,8 milioni di euro.

 

"Ringraziando il commissario Dell'Acqua e le Autorità di bacino distrettuale per l'importante lavoro propedeutico svolto, auspichiamo che ora si possa celermente passare alla fase operativa, ricordando che il tempo medio per realizzare un'opera pubblica in Italia è 11 anni, un lasso improponibile di fronte alla crisi climatica - evidenzia Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi -. Nel frattempo dobbiamo proseguire con indispensabili azioni di adattamento e per questo salutiamo con fiducia l'indicazione del commissario di poter disporre di 1 miliardo di metri cubi d'acqua in più entro il 2025, grazie soprattutto ad interventi per la riduzione delle perdite dalla rete".